mercoledì 31 maggio 2017

Eragon - Christopher Paolini

Titolo: Eragon
Autore: Christopher Paolini
Traduttore: Maria Concetta Scotto di Santillo
Editore: Rizzoli
Collana: BUR Big
Ciclo: Primo libro del Ciclo dell'Eredità (seguono Eldest, Brisingr e Inheritance)
Pagine: 592
Genere: Fantasy
Prezzo: 12 euro
Voto: 3 stelle su 5

Quarta di copertina
Un ragazzo. Un drago. Un mondo di avventure. Quando Eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, è convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potrà venderla e nutrire la sua famiglia per tutto l'inverno. Ma la pietra in realtà è un uovo. Quando si schiude rivelando il suo straordinario contenuto, un cucciolo di drago, Eragon scopre che gli è toccata in sorte un'eredità antica come l'Impero. Forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovrà cavarsela in un universo denso di magia, mistero e insidie, imparare a distinguere l'amico dal nemico, dimostrare di essere il degno erede dei Cavalieri dei Draghi...

Prima di procedere alla recensione, alcune premesse:
Premessa n°1: Eragon è stato scritto da un ragazzo di quindici anni;
Premessa n°2: mi sono deciso a leggere questo libro perché tutti ne parlavano (pensate è dal 2003 che ne sento parlare, ma non mi sono mai deciso a leggerlo, fino a questi ultimi mesi);
Premessa n°3: fondamentalmente prediligo la fantascienza e non il fantasy (genere del quale resta intoccabile e sovrano il prof Tolkien!).

Trama in breve: un campagnolo quindicenne trova per caso, mentre sta cacciando, un uovo di drago e lo porta a casa. Quando si schiude esce fuori una dragonessa che in pochissimo tempo cresce e diventa enorme (misteri della natura, altro che Plasmon e omogenizzati) e li legherà un rapporto mentale. Poi assieme a Brom vivranno delle avventure. 

Rece:
Prima di tutto, si vede che è una storia scritta da un adolescente che ha indubbiamente del talento, vista l'età. Allo stesso tempo si notano palesemente le sue scopiazzature tratte non solo da Star Wars, ma anche da capolavori come Il Signore degli Anelli. Ripeto, non è una cosa negativa, anzi, ce ne fossero quindicenni talentuosi come Paolini. Ma la storia scorre via senza tanti colpi di scena, moltissimi capitoli sono piatti e sciapi (senza sale), spesso noiosi, non esiste un vero e proprio cattivo da sconfiggere, la figura dello Spettro poteva essere scritta e utilizzata meglio, non si vede manco una volta il tanto cattivo Galbatorix (sarà un esponente del Galbanino?), il rapporto tra Eragon (che poi basta cambiare una lettera e diventa Dragon, sarà un caso?) e la dragonessa Saphira non mi ha convinto e non mi ha dimostrato alcuna emozione (ecco, i protagonisti non dimostrano le loro emozioni, incredibile ma vero!), lunghezza eccessiva, e potrei continuare per altri minuti ma mi fermo qua.

P.S.1: non so se avrò la voglia ma soprattutto il tempo per leggere Eldest, il seguito di Eragon, ma mai dire mai, come si suol dire.

P.S.2: cavolo, non posso non pensarci: come fa un drago a crescere così velocemente?

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