sabato 14 febbraio 2015

Il Castello di Lord Valentine

Titolo: Il Castello di Lord Valentine
Titolo originale: Lord Valentine's Castle
Autore: Robert Silverberg
Editore: Nord
Numero pagine: 506
Genere: Fantasy
Anno pubblicazione: 1980

Majipoor è un mondo gigantesco, colonizzato dai terrestri nei primi anni del viaggio interstellare. È un pianeta vasto e diverso, povero di metalli ma ricco di città e popoli strani, umani e alieni. Molti miliardi di esseri intelligenti vivono su Majipoor: assieme agli umani, abbiamo la nativa razza dei Metamorfi, e le grosse creature dotate di quattro mani e note col nome di Skandar, e i piccoli maghi della razza Vroon, e tanti altri popoli ancora. Per migliaia di anni Majipoor è stato governato in pace dal Pontifex, l’imperscrutabile imperatore che passa gran parte della sua vita murato in un enorme labirinto sotterraneo nel continente di Alhanroel, e dal Coronal, il reggente esecutivo del reame, che ha dimora in un antichissimo castello situato sulla cima di Castle Mount, una montagna di altezza quasi inimmaginabile. Ora però, per la prima volta nella storia del pianeta, il Coronal deve affrontare una misteriosa e terribile sfida, in una lotta per il potere che ha inizio in una piccola taverna di provincia, con la comparsa di uno strano personaggio di nome Valentine, un giovane vagabondo senza memoria. Estremamente amabile e di buona natura, Valentine, unitosi a un gruppo di giocolieri, girovagherà per le strade e le città di questo mondo meraviglioso, 
acquisendo a poco a poco coscienza del proprio perduto passato e, assieme a un gruppo sempre crescente di assidui seguaci, si avvierà verso quel magico destino di grandezza che lo attende in cima alla gigantesca montagna di Castle Mount.



Questo romanzo è il primo di una trilogia, ecco gli altri titoli:
Volume due - Le cronache di Majipoor
Volume tre - Il Pontifex Valentine

L'autore
Robert Silverberg, (New York, 15 gennaio 1935) è uno scrittore e autore di fantascienza statunitense, ripetutamente vincitore, tra gli altri riconoscimenti, dei premi Hugo e Nebula. Silverberg fu sin dall'infanzia un vorace lettore e cominciò a scrivere per riviste fantascientifiche dall'adolescenza. Studiò alla Columbia University, continuando a scrivere fantascienza. Il primo romanzo pubblicato, nel 1955, fu un libro per ragazzi chiamato (in lingua originale) Revolt on Alpha C. L'anno seguente vinse il suo primo premio Hugo, in qualità di "migliore scrittore esordiente" e facendosi così conoscere come una delle giovani promesse della letteratura fantascientifica. Per sua ammissione nei quattro anni successivi scrisse un milione di parole all'anno per il mercato fantascientifico. Nel 1959 quello stesso mercato crollò e Silverberg si riciclò in altri campi, dai racconti storici alla pornografia soft. Nella metà degli anni sessanta gli scrittori di fantascienza cominciarono ad avere ambizioni letterarie maggiori. Frederik Pohl, editore di tre riviste fantascientifiche, offrì carta bianca a Silverberg, purché avesse scritto per lui. Così l'autore tornò alla fantascienza, approfondendo lo studio del suo primo amore letterario. I libri che scrisse in questo periodo sono considerati dai critici lontani anni luce dai suoi primi lavori. Già da Violare il cielo (To Open the Sky, 1967), una serie di racconti in cui una nuova religione aiuta le persone a raggiungere le stelle, la differenza fu sostanziale. Mutazione (Downward to the Earth, 1970) fu probabilmente il primo libro fantascientifico post coloniale, in cui si sentiva l'eco di Joseph Conrad. Fra gli altri lavori del periodo non possiamo dimenticare Vertice di immortali (To Live Agai).


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