lunedì 5 gennaio 2015

Le mie letture del 2014 (gennaio-giugno) prima parte

Sono uno di quei lettori che, ogni sera, dopo essersi coricato e ben coperto, accende la luce e pesca dal comodino il libro che ha in lettura e... legge, fino a che il libro non gli cade in testa.

Per me la vera "ninna-nanna" è questa: poche pagine (o molte, dipende da quanto la storia narrata mi prende) prima di riconciliarmi con Morfeo.

Faccio così da anni ormai, e non mi sono ancora stancato. Per fortuna.

Questo è il mio resoconto di ciò che ho letto nel 2014 appena trascorso, dove mi soffermerò brevemente su ogni libro, se hai la bontà e la curiosità di continuare a leggere qua sotto.




LE MIE LETTURE DEL 2014


Gennaio

- Il GGG, Roald Dahl
- Luna d'inferno, John Campbell
- Stella distante, Roberto Bolano

Il GGG è un simpatico ed ironico e fiabesco romanzetto per bambini, ma non solo, dove l'autore -celebre per La fabbrica di Cioccolato - ci fa conoscere un gigante buono (e vegetariano, l'unico della sua razza, visto che gli altri mangiano i popolli, ovvero gli... esseri umani, tra i quali i bambini sono, per loro, una prelibatezza) il quale rapisce la protagonista, una bambina che lo scopre, e la porta a casa sua. Qua Sofia scoprirà che lui mangia solo cetrionzoli (sì, ha un modo di parlare davvero strampalato), e scopre che lui vuole fermare i suoi compatrioti carnivori. Ci riuscirà con l'aiuto della bambina e andranno a chiedere udienza addirittura alla Regina Elisabetta (una delle parti più divertenti dell'intero romanzo). 


Luna d'inferno, conosciuto anche come Martirio lunare, narra le avventure di un gruppo di uomini che si ritrovano bloccati sulla Luna, i quali, poveretti, cercano in tutti i modi di sopravvivere nell'attesa che arrivi una navicella di soccorso dalla Terra. La storia ci viene narrata come un diario personale, la qual vicenda ci risulta ancora più drammatica del solito. Per sopravvivere escogitano delle cose davvero strampalate (che non vi dico per non perdervi il piacere di scoprirlo voi stessi leggendolo). Purtroppo non mi è piaciuto molto, spesso mi ha annoiato.





Stella distante è il primo romanzo o comunque la prima opera di Bolano che leggo. Questa opera è considerata, dai critici, la sorella de La letteratura nazista in America, sempre di Bolano. Infatti Stella distante riprende la storia che chiudeva La letteratura nazista in America, ampliandola. Questa storia è un'immersione nel male assoluto, scritta in taglio poliziesco. Ci viene narrata la biografia di Ramirez Hoffman, considerato "la stella più fulgida ed enigmatica". Poeta avanguardista cileno, nazista, torturatore all'epoca del golpe di Pinochet, esteta della crudeltà, alla fine Wieder (vero nome) viene rintracciato a Parigi dove gira snuff-movies. Stella distante tocca un tema centrale nella narrativa di Bolaño: la relazione fra l'arte e la barbarie. È un romanzo raggelante sulle atrocità del potere dello Stato quando si fa orrore, e sulla miseria degli artisti amorali asserviti a questo potere. Ma senza prediche moralistiche e senza retorica. Geniale Bolano.

Febbraio

- La voce del ghiaccio, Simone Moro
- L'infinito viaggiare, Claudio Magris
- Il pranzo di Babette, Karen Blixen
- Il paese dei ciechi, Herbert George Wells
- Il silenzio del mare, Vercors
- La breve vita felice di Francis Macomber, Ernest Hemingway
- Una solitudine troppo rumorosa, Bohumil Hrabal
- La profezia dell'Arca, Michael Crane

La voce del ghiacchio è la storia autobiografica a mo' di diario di viaggio di Simone Moro, un vero e proprio scalatore di montagne, la cosa drammatica è che le scala proprio in inverno, nel peggiore momento dell'anno, col rischio di rimanerne secco. Ci regala tutte le sue emozioni, le prime volte, i compagni perduti e dispersi, la fatica, il non volersi arrendersi e le scelte da fare. Verrebbe da chiedersi: ma chi glielo fa fare a rischiare la vita, tra l'altro è sposato con figli, ma è proprio questo il bello dell'esploratore: andare sempre avanti, su nuove vette. 




L'infinito viaggiare è una raccolta di articoli del giornalista Claudio Magris, che come dice lui stesso Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio. Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l'emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell'attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell'incontro, della seduzione e dell'avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all'amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l'odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca. "Perché cavalcate per queste terre?" chiede nella famosa ballata di Rilke l'alfiere al marchese che procede al suo fianco. "Per ritornare" risponde l'altro.

Il pranzo di Babette è un racconto breve della baronessa danese von Blixen-Finecke. In un piccolo villaggio della Norvegia detto Berlevaag ai piedi delle montagne prospicienti il fiordo omonimo, vivono due anziane sorelle puritane. Le due sorelle, chiamate Martina e Filippa in onore a Martin Lutero e al suo amico Filippo Melantone sono figlie di un decano, protestante e creatore di una setta diffusa in tutto il villaggio. Hanno vissuto una vita di dedizione al prossimo in osservanza delle regole imposte loro dal padre. Una ha rinunciato all'amore di un giovane tenente che diverrà poi generale, l'altra che poteva diventare una cantante dell'opera ha rinunciato alle lezioni di canto di Achille Papin, il più famoso cantante dell'epoca, perché si era permesso di baciarla durante la prova di un pezzo del Don Giovanni di Mozart. Un giorno si presenta alla loro porta una signora francese, Babette Hersant, sfuggita da Parigi perché accusata di essere una rivoluzionaria. Trascorrono molti anni, Babette è stata ospitata dalle due anziane signorine grazie alla lettera di un vecchio amico e si è guadagnata l'ospitalità facendo da governante e contribuendo all'attività di beneficenza. Un giorno da Parigi arriva una grossa vincita di denaro, 10 000 franchi. Mentre tutti credono che Babette li userà per tornare in Francia ella chiede umilmente di poter dedicare un pranzo alla memoria per i 100 anni dalla nascita del sant'uomo padre delle sorelle. I dodici abitanti del villaggio, seguaci di una vita priva di piaceri terreni saranno letteralmente sedotti ed inebriati dal pranzo organizzato che Babette, grande cuoca di Parigi, ha voluto per poter nuovamente esprimere il suo talento di artista. Per comprare gli ingredienti e le bevande, Babette ha speso tutti i propri soldi. Solo il vecchio generale antico innamorato di una delle due sorelle riesce incredulo a capire il reale valore economico del pranzo.

Il paese dei ciechi è un racconto breve del mitico Wells, celebre per aver scritto La macchina del tempo. Sperduto nelle Ande, Nuñez viene accolto da una comunità i cui membri sono tutti ciechi. Confuso dalla vita laboriosa e dai sensi finissimi dei suoi ospiti, dovrà destreggiarsi fra il proprio senso di superiorità e la loro remota saggezza: anche perché i ciechi si sono prefissi di guarirlo a tutti i costi dalla sua inspiegabile, perversa ossessione per la vista. Si potrebbe collegare a un altro bel romanzo, Cecità di Saramago che vi straconsiglio.





Il silenzio del mare ha tre personaggi: un vecchio, sua nipote, un giovane ufficiale tedesco, e il silenzio. Il silenzio del mare è un romanzo breve e molto semplice ma composto da elementi profondi che richiedono riflessione e approfondimento. Siamo nella Francia occupata dalle truppe naziste, durante la seconda guerra mondiale, in un paesino sulla costa vicino al mare. Il vecchio e sua nipote sono costretti a ospitare un giovane ufficiale tedesco. Attraverso l’azione e i sentimenti dei personaggi si percepisce che siamo tutti umani, i limiti dei nostri paesi non sono visibili che sulle carte geografiche. L’arrivo del giovane ufficiale Werner Von Ebrennac viene accolto con un silenzio di statue dal vecchio e dalla nipote. Il giovane è gentile, educato e parla costantemente, nel continuo silenzio dei due,  senza ottenere risposte e forse senza neanche attendersele. Durante l’inverno  prende l’abitudine, la sera, di raggiungerli nel salotto accanto al caminetto per riscaldarsi e incomincia il suo soliloquio. Parla dei rapporti tra la Germania e la Francia, di letteratura, è innamorato della letteratura francese che considera superiore a quelle di molte altre nazioni, tra cui quella del suo paese. Parla di musica, è un compositore, e del perché considera la sua venuta in Francia, da invasore, un motivo di scambio culturale e di crescita tra i due paesi; è un idealista e crede che questo ideale sia anche quello dei suoi superiori.

La breve vita felice di Francis Macomber Il racconto si impernia su un triangolo costituito da Francis Macomber, ricchissimo trentacinquenne americano alquanto irrisolto, dalla bella moglie Margaret, detta Margot, e da Robert Wilson, cacciatore professionista inglese che accompagna e assiste i due coniugi in un safari nella savana africana.
Quest’ultimo è appunto l’osservatore esterno, che assiste alla complicata dinamica dei rapporti tra Francis e la moglie: lei inquieta e patologicamente fedifraga, ma ormai non più giovanissima e quindi consapevole di doversi tenere stretto il buon partito che aveva trovato; lui passivo e disperatamente adolescenziale, nei suoi molti hobbies e nelle sue superficiali passioni, incerto e timoroso su tutto, esclusa la ferrea convinzione che la moglie, per i motivi suddetti, non lo abbandonerà mai.
Il sordido equilibrio su cui Macomber ha costruito la sua esigua vita sarà sconvolto in Africa da un duplice trauma: un gesto di codardia, che gli varrà l’ennesimo tradimento della moglie, passata per una notte dalla sua tenda a quella di Wilson, si riscatta il giorno dopo in un raffazzonato, goffo e semi-incosciente gesto di coraggio.

Una solitudine troppo rumorosa 
A Praga, nelle viscere di un vecchio palazzo, un uomo, Hanta, lavora da anni a una pressa meccanica trasformando libri destinati al macero in parallelepipedi sigillati e armoniosi, morti e vivi a un tempo, perché in ciascuno di essi pulsa un libro che egli vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Laozi, di Hölderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche, di Goethe. Professionista per necessità della distruzione dei libri, Hanta li ricrea incessantemente sotto forma di messaggi simbolici, rinnovando a ogni istante il prodigio del pensiero creativo che sgorga spontaneo al di là e nonostante i modelli canonici della società e della cultura. 
Recensito in questo blog, basta cercare il nome dell'autore nei link a sinistra. 

La profezia dell'Arca appartiene a quel genere di romanzo fanta-archeologici alla Dan Brown, per intenderci. Sarà il profeta a rompere il sigillo, nel giorno che secondo il calendario copto segna l'inizio del nuovo millennio. E lui solo potrà svelare al mondo il contenuto dell'Arca dell'Alleanza. Questo è scritto nel Kebra Nagast, il Libro della Gloria dei Re, il testo sacro della religione etiope. Ma più d'uno teme quel momento, ormai prossimo. Perché ciò che l'Arca cela e protegge può mettere a repentaglio il potere di molti, sulla terra e perfino in cielo. E quindi la verità deve morire, a costo di distruggere l'Arca, a costo di uccidere il profeta, a qualunque costo. All'oscuro di tutto questo, Mary Campion arriva in Etiopia al seguito di una ONG. Giovane avvocato, passionale e idealista, ha lasciato l'America per specializzarsi in adozioni internazionali. Il giorno dell'Epifania copta, ad Aksum, Mary si imbatte in Jack Miles. L'uomo, arrivato dall'Inghilterra per conto di una multinazionale, è in fuga da un mare di guai. Presto i due si ritroveranno coinvolti in un intrigo che affonda le sue radici nell'alba dei tempi, nelle grotte degli Esseni della comunità di Qumran, nei documenti segreti dei cavalieri Templari, nelle oscure stanze del Vaticano, e che arriva a loro per vie complesse e pericolose.

Marzo

- La sorella, Sandor Marai
- Il corvo di pietra, Marco Steiner
- Il giovane Holden, J. D. Salinger

La sorella è un romanzo dell'autore de Le braci. 
La storia si svolge durante la seconda guerra mondiale ed è in sè relativamente semplice. Un grande pianista ungherese di fama internazionale, Z., parte per Firenze dove, invitato dal Governo italiano, dovrà esibirsi in concerto. Già durante il viaggio in treno però Z. avverte che qualcosa, nella sua vita, cambierà per sempre, ma non riesce ancora a capir cosa: “Era quello il momento in cui ‘cominciò’, in cui la mia vita si separò da tutto quello che precedentemente ne aveva costituito la condizione e il senso, in cui qualcosa in me morì, ed io allo stesso tempo rinacqui, come se fossi morto per la vita e nato per la morte”.
Z. terrà il suo concerto, che sarà però l’ultimo. Subito dopo infatti viene ricoverato in ospedale perchè affetto da un micidiale virus. I lunghi mesi di sofferenze la cui descrizione prende tutta la parte centrale del romanzo costituiscono un vero e proprio viaggio all’inferno. La malattia impone i suoi ritmi e le sue leggi cui Z. deve sottostare e lo fa come un “malato regolare, diligente e professionale” al punto che ogni tanto persino si annoia: “Perchè noi esseri umani […] siamo capaci, a volte, di farci venire a noia persino l’inferno” (p.151).

Il corvo di pietra Le prime esperienze del giovane Corto Maltese. Questa è un’avventura di mare, è la ricerca di un tesoro nascosto, è un viaggio per acqua e per terra. È il romanzo del più stretto collaboratore di Hugo Pratt, come lui appassionato di vita e letteratura e capace di perdersi fra atlanti, mappe e piatti fumanti, rivivendo le atmosfere di Stevenson e Conrad.
È avventura, diceva Hugo Pratt, quando si cerca qualcosa, bella e pericolosa, ma che vale la pena di vivere.

Ambientato in Sicilia, dalle mie parti, una bella lettura, a tratti fiabesca.



Il giovane Holden ne avevo sempre sentito parlare, ma non mi ero deciso a leggerlo. Poi l'ho fatto. Un romanzo davvero particolare, secondo me da rileggere ma non subito, bisogna masticarlo ed interiorizzarlo per bene.

Continuiamo a vederlo, Holden Caulfield, con la sua aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua «infanzia schifa» e le «cose da matti che gli sono capitate verso Natale», dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden?

Aprile

Don Chisciotte Della Mancia, Miguel de Cervantes Saavedra
- Romeo & Giulietta, William Shakespeare
- Espiazione, Ian McEwan

Don Chisciotte, il romanzo dei romanzi, finalmente sono riuscito a terminarlo in edizione integrale. Vi consiglio questa edizione pubblicata dalla Einaudi, due volume al prezzo di 24 euro, ben spesi se amate collezionare libri cartacei, visto che ci sono anche alcune illustrazioni. Bisogna leggere almeno una volta nella vita questo straordinario romanzo, che racchiude un mondo. Una traduzione lineare, limpida, e al tempo stesso arguta per la resa dei bisticci, delle battute e dei proverbi. Questa edizione comprende, oltre all'introduzione di Bodini, una biografia dell'autore e una bibliografia essenziale degli studi sul "Don Chisciotte" in Italia e all'estero, un'originale interpretazione di Erich Auerbach e un commento "per immagini" di Gustave Doré.
Inutile parlare della trama, talmente sono celebri le avventure dello svampito cavaliere.

Romeo & Giulietta La storia d'amore più drammatica e celebre di tutti i tempi, dalla stupefacente scrittura di quel genio che fu Shakespeare.

Quando l'amore sincero tra due giovani di due famiglie rivali viene colpito dalla sfortuna nera. Certo, detta così sembra il solito bestseller da quattro soldi. Fidatevi, è una storia bellissima.






Espiazione A tredici anni un amore che sboccia può sembrare un plagio. Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. Perché tutta la vita sarà segnata dalle conseguenze. La ragazzina crescerà, diventerà una scrittrice, ma non si libererà del peso dell'ingiustizia inferta a un innocente, alla propria sorella innamorata e in fin dei conti anche a se stessa.

Il romanzo più psicologico che abbia letto nel 2014.




Maggio

- Un giorno questo dolore ti sarà utile, Peter Cameron
- Quando cadrà la pioggia tornerò, Takaji Ichikawa

Un giorno questo dolore ti sarà utile James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine –, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio... I puntini di sospensione sono un espediente abusato, ma in questo caso procedere oltre farebbe torto a uno dei pochi scrittori sulla scena che, come sa bene chi ha amato Quella sera dorata, chiedono solo di essere letti. Anticipare le avventure e i pensieri di James rischierebbe di mettere in ombra la singolare grazia che pervade questo libro, e da cui ci si lascia avvolgere molto prima di riconoscere, nella sua ironia inquieta e malinconica, qualcosa che pochi sanno raccontare: l’aria del tempo.

Quando cadrà la pioggia tornerò Takumi e Yuji, un giovane padre e il suo bambino, sono rimasti soli: la dolce Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile. Ma prima di andarsene per sempre Mio ha fatto una promessa: Quando cadrà la pioggia tornerò. E inspiegabilmente, ad appena un anno dalla sua morte, con l'arrivo della stagione delle piogge, una creatura identica a lei, con il suo viso e i suoi occhi, ricompare al loro fianco. Un fantasma, pensa sbalordito Takumi. Ma questa nuova Mio è fatta di carne e sangue, anche se non ha memoria di nulla; così Takumi, pazzo di gioia per quell'assurda, insperata seconda possibilità, decide di raccontarle tutta la loro storia: come si sono incontrati, come è nato il loro amore, come hanno finito per sposarsi... e mentre Takumi racconta, rinnova l'incanto dell'incontro, il magico gemellaggio di due anime, la tragedia della separazione. E il miracolo della ricomparsa di Mio, la sua profezia, il mistero un mistero che Mio scioglierà in un finale capace di piegare il nostro cuore e demolire le nostre certezze.

Giugno

- Candido, Voltaire
- Un'idea di destino, Tiziano Terzani
- I salici ciechi e la donna addormentata, Haruki Murakami

Candido Attraverso la parabola del povero Candido, un inguaribile ottimista, il narratore continua a "portare uno sguardo rapido su tutti i secoli, tutti i paesi, e di conseguenza, su tutte le sciocchezze di questo piccolo globo". Pubblicato a Ginevra nel 1759, e immediatamente ristampato a Parigi, Londra, Amsterdam e altre città d'Europa, Candido consente a Voltaire di perfezionare il nuovo genere letterario da lui creato, il conte philosophique. Le convulse e mirabolanti disavventure del protagonista offrono all'autore l'opportunità di dimostrare la vanità dell'ottimismo razionalista leibniziano, che vedeva realizzato nell'universo il migliore dei mondi possibili, nonché di sviluppare una straordinaria lezione di sopravvivenza alle catastrofi della natura e della storia.


Un'idea di destino "Cosa fa della vita che abbiamo un'avventura felice?" si chiede Tiziano Terzani in questa opera, che racconta con la consueta potenza riflessiva l'esistenza di un uomo che non ha mai smesso di dialogare con il mondo e con la coscienza di ciascuno di noi. In un continuo e appassionato procedere dalla Storia alla storia personale, viene finalmente alla luce in questi diari il Terzani uomo, padre, marito. Scopriamo così che l'espulsione dalla Cina per "crimini controrivoluzionari", l'esperienza deludente della società giapponese, i viaggi in Thailandia, URSS, Indocina, Asia centrale, India, Pakistan non furono soltanto all'origine delle grandi opere che tutti ricordiamo. Furono anche anni fatti di dubbi, di nostalgie, di una perseverante ricerca della gioia, anni in cui dovette talvolta domare "la belva oscura" della depressione. Leggere Tiziano è come ritrovare un caro amico, col quale ci mancava parlare.

I salici ciechi e la donna addormentata Scritti e pubblicati in Giappone nell'arco di oltre un ventennio, i racconti che compongono questa raccolta ci offrono, nella estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile che li caratterizza, un affascinante campionario delle tematiche e delle atmosfere che troviamo nei grandi romanzi di Murakami.
Dalla leggerezza di brevi episodi come Il tuffetto e Splendore e decadenza delle ciambelle a cono, condotti sul filo della comicità e dell'assurdo, passiamo alla nostalgica, eppure lucida rievocazione di ricordi autobiografici nel racconto Il folclore dei nostri tempi e in quello che dà titolo al volume, I salici ciechi e la donna addormentata, entrambi basati sull'esperienza giovanile dei mitici anni Sessanta. L'angoscia di scoprire sotto l'apparente trasporto verso qualcuno un senso di repulsione ispira Granchi, mentre I gatti antropofagi porta alla luce l'angoscia dell'uomo che per scelta ha dato alla sua vita una svolta irreversibile, rinunciando a tutto ciò che aveva creduto di amare. Altrove (Lo specchio, Storia di una zia povera, Nausea 1979, L'uomo di ghiaccio), troviamo l'irruzione del fantastico nella vita quotidiana - uno dei capisaldi della poetica di Murakami -, mentre ne Il settimo uomo il tema dell'errore di gioventù che condiziona, e rovina, la vita intera di una persona, è introdotto da una di quelle visioni folgoranti con cui lo scrittore sa rappresentare l'orrore di una tragedia. La solitudine dell'individuo - altro leitmotiv murakamiano - è il sentimento che ispira Tony Takitani, La lucciola, Hanalei bay, mentre a chiudere la raccolta troviamo una di quelle storie assurde e ironiche, La scimmia di Shinagawa, con cui lo scrittore giapponese ama mettere in ridicolo l'autorità costituita e smantellare i luoghi comuni.

Per adesso chiudo qua le mie letture del 2014, in un post successivo metterò le altre letture del periodo luglio - dicembre. 



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