giovedì 18 settembre 2014

Premio Campiello 2014

Sabato 13 settembre si è celebrata la 52esima edizione del Premio Campiello, uno dei premi letterari italiani più importanti, e sul palco del Gran Teatro La Fenice di Venezia è stato premiato Giorgio Fontana col suo romanzo Morte di un uomo felice (Sellerio Editore), avendo ottenuto la bellezza di 107 voti sui 291 dei giurati.
Al secondo posto, con 74 voti, si è classificato Michele Mari con Roderick Duddle (Einaudi), al terzo posto, con 43 voti, Mauro Corona con La voce degli uomini freddi (Mondadori), al quarto, con 36 voti, Giorgio Falco con La gemella H (Einaudi), al quinto, con 31 voti, Fausta Garavini con Le vite di Monsù Desiderio (Bompiani).

Milano, estate 1981: siamo nella fase più tarda, e più feroce, della stagione terroristica in Italia. Non ancora quarantenne, Giacomo Colnaghi a Milano è un magistrato sulla linea del fronte. Coordinando un piccolo gruppo di inquirenti, indaga da tempo sulle attività di una nuova banda armata, responsabile dell’assassinio di un politico democristiano. Il dubbio e l’inquietudine lo accompagnano da sempre. Egli è intensamente cattolico, ma di una religiosità intima e tragica. È di umili origini, ma convinto che la sua riuscita personale sia la prova di vivere in una società aperta. È sposato con figli, ma i rapporti con la famiglia sono distanti e sofferti. Ha due amici carissimi, con i quali incrocia schermaglie polemiche, ama le ore incerte, le periferie, il calcio, gli incontri nelle osterie.
Dall’inquietudine è avvolto anche il ricordo del padre Ernesto, che lo lasciò bambino morendo in un’azione partigiana. Quel padre che la famiglia cattolica conformista non poté mai perdonare per la sua ribellione all’ordine, la cui storia eroica Colnaghi ha sempre inseguito, per sapere, e per trattenere quell’unica persona che ha forse amato davvero, pur senza conoscerla.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...