venerdì 29 agosto 2014

Una solitudine troppo rumorosa - Bohumil Hrabal

Introduzione

Due settimane fa mi sono recato alla biblioteca comunale e, fattomi consigliare dalla bibliotecaria, mi son trovato fra le mani questo libro dal titolo contraddittorio Una solitudine troppo rumorosa dell’autore (a me completamente sconosciuto) ceco Bohumil Hrabal. Il titolo è la prima cosa che colpisce: e ho subito pensato  a Kundera (anch’egli ceco) con la sua opera L’insostenibile leggerezza dell’essere. Come ha notato Sergio Corduas, il traduttore di questo libro (edizione Einaudi Tascabili, pagine 134), entrambe le opere sono quasi degli ossimori, e lo cito: “La leggerezza non dovrebbe essere «insostenibile», e la solitudine non dovrebbe essere affollata e rumorosa… In ogni caso è abbastanza certo che biograficamente, stilisticamente e letterariamente, Kundera e Hrabal sono in relazione di antitesi più che di analogie, anzi l’opera dei due sembra quasi un piano preparato a tavolino per porci domande alle quali fornire le dovute risposte.” Ma prima di addentrarci nell’opera, mi sembra giusto, visto che l’autore è poco noto qui da noi, pennellare brevemente la sua vita.

L’autore

Bohumil Hrabal è nato a Brno, in Moravia, nel 1914, e ha svolto innumerevoli e svariati lavori: magazziniere, preparatore di malto in una fabbrica di birra, minutante notarile, ferroviere, assicuratore presso la compagnia “Sostegno della vecchiaia”, commesso viaggiatore, operaio nelle acciaierie, imballatore di carta da macero, macchinista e comparsa teatrale. Come scrittore inizia con la poesia, fortemente influenzato dal surrealismo, passa ai racconti (Inserzioni per una casa in cui non voglio più abitare, Einaudi 1968; Vuol vedere Praga d’oro?, Longanesi 1973), e pubblica il suo primo romanzo breve nel 1965: Treni strettamente sorvegliati (Edizioni e/o 1982), reso noto in tutto il mondo dall’Oscar assegnato al film omonimo. Dopo la crisi politica del 1968, che gli costò sette anni di silenzio forzato, due libri mandati al macero e una pubblicazione incompleta e solo episodica dei suoi testi, comparvero in H. forme narrative più ampie e vicine al romanzo. Gli anni Ottanta rappresentarono per lo scrittore il momento della pubblicazione in patria, ma più spesso all’estero, di testi del decennio precedente o di manoscritti degli anni giovanili, mentre la tematica della sua produzione divenne sempre più incline al ricordo in brevi testi memorialistici, soprattutto nell’ampia trilogia di Nymburk, di cui è stato tradotto solo il primo volume (Le nozze in casa, 1992). 

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