lunedì 21 luglio 2014

Perché in Italia si legge poco?



2 commenti:

  1. Nella testa di molti miei amici (fascia anagrafica 30/40) scatta un'immediata equazione. Libro = Studio. Va da sé che molti di loro non hanno amato lo studio. Lo hanno vissuto come una coercizione: si deve studiare per avere un titolo. Raggiunto il traguardo, hanno smesso di studiare. E di leggere. Difficile far scattare un altro automatismo: lettura = piacere, evasione, arricchimento. E, perché no, lettura = studio, cioè passione, in senso etimologico. Questi adulti titolati, col brutto ricordo della scuola e dell'Università ancora nel taschino, saranno quelli del "purtroppo non ho tempo" "si vede, che non lavori seriamente, altrimenti la sera ti addormenteresti e basta". Però hai ragione tu, questo sguardo corto viene dalle politiche culturali, responsabili di una miopia che dilaga e che ha trovato molte giustificazioni (è colpa della crisi! ci sono BEN altri problemi ecc ecc.)

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    1. Purtroppo è la sacro santa verità, e, per la cronaca, non sopporto soprattutto quelli che si giustificano dicendo: "Non ho tempo!" Grrrr! :)

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